Nel post sui This Mortal Coil ho citato Tim Buckley, perchè grazie a lui ho conosciuto i Cocteau Twins.
Nell’album It’ll End In Tears dei This Mortal Coil, c’è una cover, eseguita da Elizabeth Fraser, che si intitola “Song To THe Siren”. La versione originale di questa canzone era cantata da Tim Buckley.
Questa è la versione di Tim (come se la viaggia!!!Ma..sto video ha i sottotitoli in castellano..):
Questa è la versione dei This Mortal Coil, che tempo fa era stata utilizzata per una campagna pubblicitaria:
ed inserire il carattere nella barra di ricerca. A questo punto verrà caricata una pagina normale con i risultati di ricerca della parola che avete cercato, ma tra le opzioni in alto, sopra la barra di ricerca, troverete l’opzione 词典 (cidian-dizionario).
Cliccate sull’opzione e vi apparirà un pagina con la traslitterazione in pinyin (traduzione fonetica della parola) e la traduzione in inglese di quella parola.
Nota bene: l’opzione 词典 viene fuori solo nel caso in cui la parola cercata sia presente nel dizionario di Baidu.
Il dizionario traduce solo parole, non traduce frasi intere.
Da quando ho iniziato ad ascoltare i Cocteau Twins sono arrivata a conoscere un sacco di altri gruppi di cui non avevo mai sentito parlare prima, già arrivare ai Cocteau Twins è stato un casino, tutto è partito dal mio primo amore musicale, Jeff Buckley, passando per lo psichedelico padre, Tim Buckley, perchè la cantante dei Cocteau Twins aveva interpretato una sua canzone: “Song to the siren”.
Più precisamente, in quell’occasione la cantante dei Cocteau Twins aveva posto la sua voce ipnotica al servizio di un progetto musicale strepitoso, voluto da Ivo Watts-Russel, direttore della mitica etichetta 4AD.
A tale progetto musicale prendevano parte non solo i Cocteau Twins, ma anche altri gruppi o musicisti più o meno famosi, tra cui anche i Dead Can Dance.
Da questo progetto sono nati i This Mortal Coil, i quali hanno realizzato in tutto tre album, tra cui It’ll End in Tears.
Certo, con un titolo così non si può sperare che siano tutte canzoni allegre alla Raffaella Carrà, ma la qualità delle canzoni di quest’album è davvero molto alta, e gli arrangamenti delle cover sono davvero originali e di grande coinvolgimento emotivo (almeno secondo me).
Una delle canzoni che mi piace di più dell’album It’ll End in Tears è Another Day, cover di Roy Harper, cantata in questa versione da Elizabeth Fraser.
Su Youtube ho trovato questa canzone, il video però non c’entra, dovrebbe essere il film Jin Roh.
Testo:
The kettles on, the sun has gone, another day
She offers me, tibetan tea, on a flower tray
Shes at the door, shes wants to score, she really needs to say:
i once loved you a long time ago, you know
Where the winds own forget-me-nots blow, you know
But I couldnt let myself go
Not knowing what on earth there was to know
But I wish that I had, cause it makes me so sad
That I never had one of your children.
Across the room, inside a tomb, a chance is waxed and waned
The night is young, why are we so hung-up, in each others chains
I must take her, I must make her, while the dove domains
See the juice run as she flies
Run my wings under her sighs
As the flames of eternity rise
To lick us with the first born lash of dawn
Oh really my dear, I cant see what we fear
With ourselves, sat here between us
And at the door, we cant say more, than just another day
Without a sound, I turn around, and I walk away
……sono stata vittima del buco nero della mia stanza!!!!
Ultimamente l’infame sta facendo comunella con la legge di Murphy, secondo la quale: “se stai cercando qualcosa che ti serve assolutamente in questo momento, stai pur certo che troverai tutto, e sottolineo TUTTO il trovabile, anche cose che non pensavi di avere mai avuto, ma di sicuro quello che cerchi non uscirà MAI fuori!”
Sono due giorni che cerco un cd-dizionario di cinese perchè sto facendo una traduzione e non riesco a risalire ad un carattere, forse quel dizionario potrebbe aiutarmi, e se lo trovassi mi potrebbe essere anche di una certa utilità, peccato che ha deciso di giocare a nascondino e di sicuro uscirà fuori quando non ne avrò più bisogno!!
Ho anche sistemato la camera per tovarlo (il che è tutto dire, visto che sono una disordinata cronica) e sono arrivata perfino ad insultare il “minatore bruno” protagonista di una canzone di Battiato, perchè mi sono ritrovata un cd di Battiato lì dove speravo di trovare il mio dizionario virtuale: “maaaledetto minatore bruno, sei tu che mi hai occultato Wen Lin, ridammeloooooo!!!!!” >:-O
eh va beh. Stamattina mi sono pure svegliata presa da tremenda inquietudine perchè ieri sera ho visto alla tv il programma sulle leggende metropolitane, e tra cani nel microonde e cadaveri sotto il letto, non vi dico che sogni mi sono venuti fuori stanotte!!!!!che schifo!!!
e va beh.
ora sono qui, senza il mio cd, e presto un dì, la traduzione finirì (che rima baciata, o mon Dieux è proprio vero che le situazioni di tormento interiore portano alla realizzazione di poesie sopraffine! )
Ogni tanto mi viene in mente questo dialogo di Matrix:
“Bambino: Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità.
Neo: Quale verità?
Bambino: Che il cucchiaio non esiste.
Neo: Il cucchiaio non esiste?
Bambino: Allora ti accorgeraiche non è il cucchiaio a piegarsi, ma tu stesso!”
( The Matrix, 1999)
Penso che gli uomini abbiano un potere sconfinato, hanno il potere di decidere, di determinare il loro futuro con le proprie azioni.
E’ come se il mondo fosse una prosecuzione, uno specchio di se stessi: per esempio, se non mi rispetto, gli altri non mi rispetteranno, ma se invece mi rispetterò e penserò fermamente di essere una persona che si merita e che ha il diritto di essere rispettata, allora è molto probabile che anche gli altri mi rispetteranno, e più credo fermamente in questo concetto, più questo concetto si presenterà nella mia realtà. Se non provo gusto per nulla, trasmetto questo anche alla gente che mi sta accanto, e meno sarò disposta a divertirmi, meno troverò divertimento intorno a me; se al contrario mi diverto, gli altri si divertiranno con me, e mi acadranno cose sempre più divertenti.
Il mondo ci segue, e asseconda i nostri pensieri. Il mondo è come una grande mente, che cambia a seconda del pensiero delle piccole menti che la compongono, gli esseri umani.
Perciò, se abbiamo tutto questo potere, se i nostri pensieri e le nostre azioni determinano la realtà in cui viviamo, vuol dire che la realtà siamo noi.
E’ inutile cercare che la realtà diventi quello che desideriamo, se crediamo che il desiderio e la realtà siano cose diverse e che non si incontreranno mai. E’ impossibile. L’unica cosa da fare è una: fare di tutto perchè il desiderio diventi tutt’uno con la realtà.
Si scoprirà che la realtà non esiste, e che la vera realtà siamo noi, i nostri pensieri, i nostri desideri, le nostre azioni, la nostra volontà.
Il cucchiaio si piega se noi diventiamo il cucchiaio!
Questa settimana mi sono scimmiata con Ballroom Blitz, una delle canzoni più famose degli Sweet, gruppo glam anni ‘70.
Ero così scimmiata che sono andata su Tutubo per vedere se esisteva il video della versione di Ballroom Blitz cantata dai Damned con i Motorhead, perchè l’avevo cercata precedentemente tramite altre fonti, ma quando pensavo di averla trovata mi era saltata fuori una versione che sì, era carina, ma a cantare era una tipa (???) va beh……
comunque……il video della cover dei Damned non l’ho trovato, superficus benjamin, ma in compenso ho trovato altre versioni molto carine, che riporto qui:
innanzi tutto ci vogliono gli originali, gli Sweet:
poi ci sono gli Ark, anche loro mooolto glam:
e poi ho trovato Nina Hagen, la donna più fuori del paineta!!!!!
poi c’era una versione degli Offspring che però è troppo incasinata, non me piase!
In ogni caso la canzone degli Sweet mi fa venire in mente un’altra canzone veramente ecceziunale!!!