Sono qui ad aspettare che l’infuso di malva sia pronto, con un sonno tremendo a pensare a quanto ho pensato in queste settimane, mesi.
Ho pensato alle infinite cose di cui sono stufa, ho pensato a cosa voleva dire cambiare, ho pensato a quello che ho fatto finora, ho pensato a quanto mi voglio bene e a quanto mi detesto, ho pensato che cosa realmente rilassa, ho pensato che in fondo non me ne frega niente, e che la cosa che odio di più è dover pensare alle cose di cui non me ne frega niente.
Ho pensato che tutto è inutile e superfluo, le parole e i pensieri sono inutili.
mi sono arresa al fatto di essere schizofrenica (ebbene si ho due personalità antitetiche dentro me)
Ho capito che devo pensare a ciò che mi interessa. Ho capito che le pare rodono il fegato (e i reni). Ho capito che mi faccio troppe pare, troppe.
Troppe.
Ho capito che in fondo, se vogliamo dirla tutta, non me ne frega niente. Ho pensato che voglio e merito rispetto e fiducia, ma ho pensato che la fiducia nessuno te la da se non si è noi per primi ad averla in noi stessi. Ho capito che farsi mettere i piedi in testa è frustrante e controproducente.
Ho capito che la mia pigrizia mentale mi si ritorce contro. Ho capito che il coraggio deve venirmi poco per volta, non può venirmi tutto insieme.
Spero di aver capito di essere molto più all’altezza delle cose di quel che credo.
Ho capito che la gente si fa un’idea di te in base a come ti proponi (il che non sempre rispecchia la verità, a volte è controproducente, a volte è molto vantaggioso)
Ho capito molte cose, metterle in atto è difficile. Ma so che sono stufa di pensare che nella vita mi merito solo di stare a guardare.